Posizione del Consiglio per la Famiglia della Conferenza Episcopale Polacca sulla tutela dell’interpretazione costituzionale del matrimonio

Il matrimonio tra una donna e un uomo riveste un’eccezionale importanza sociale, antropologica e spirituale; pertanto, il dibattito sul suo ruolo nell'ordinamento giuridico e sociale dovrebbe essere condotto con responsabilità, serenità e autentica attenzione al bene comune – scrivono i vescovi polacchi nella Posizione del Consiglio per la Famiglia della Conferenza Episcopale Polacca sulla tutela dell'interpretazione costituzionale del matrimonio.

https://episkopat.pl/doc/247228.Stanowisko-Rady-Konferencji-Episkopatu-Polski-ds-Rodziny-w

https://episkopat.pl/doc/247728.Statement-of-the-Council-for-the-Family-of-the-Polish-Bishops

Pubblichiamo il testo intero della Posizione:

 

 

Posizione
del Consiglio per la Famiglia
della Conferenza Episcopale Polacca
sulla tutela dell'interpretazione costituzionale del matrimonio

 

Alla luce delle recenti sentenze dei tribunali amministrativi relative alla trascrizione dei certificati di matrimonio stranieri tra persone dello stesso sesso, con preoccupazione e apprensione osserviamo le ulteriori iniziative e interpretazioni giuridiche relative alla nozione di matrimonio. In sostanza, esse toccano una delle realtà più fondamentali su cui si fonda la vita sociale e familiare in Polonia.

L'art. 18 della Costituzione della Repubblica di Polonia afferma che il matrimonio è l'unione tra un uomo e una donna e, in quanto tale, gode della tutela e della cura dello Stato. Non si tratta solo di una disposizione formale. Dietro queste parole si cela una specifica concezione dell’essere umano, della famiglia e della responsabilità verso le generazioni future, nonché la convinzione che la comunità duratura tra uomo e donna, per sua natura aperta alla trasmissione della vita e alla creazione di un ambiente sicuro per lo sviluppo delle generazioni future, costituisca la cellula fondamentale della società e uno dei pilastri del bene comune.

Ricordiamo inoltre che, in conformità all’art. 8 della Costituzione della Repubblica di Polonia, proprio la Costituzione è la legge suprema della Repubblica di Polonia. Nessuna legge né interpretazione giuridica può essere in contrasto con essa. La stessa Costituzione, all'art. 91, prevede una certa preminenza dei trattati internazionali ratificati rispetto alle leggi, ma ciò non significa che sia possibile ignorare la definizione costituzionale di matrimonio espressa nell'art. 18. Pertanto, le interpretazioni giuridiche che cercano di attribuire un nuovo significato all'art. 18 sollevano seri interrogativi sui limiti dell'interpretazione del diritto e sul rispetto dell'ordine costituzionale dello Stato.

Come cristiani guardiamo al matrimonio non solo come istituzione giuridica, ma anche come realtà radicata nel diritto naturale e nel disegno di Dio rivelato all’uomo. Gli insegnamenti della Chiesa cattolica fin dagli inizi hanno sempre affermato che il matrimonio è un'unione stabile tra un uomo e una donna, fondata sul reciproco dono d'amore, aperta alla trasmissione della vita e alla edificazione della comunità familiare.

Come ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica, “Il patto matrimoniale con cui l'uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole, tra i battezzati è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di sacramento” (CCC 1601).

Anche S. Giovanni Paolo II nell’Esortazione Apostolica Familiaris consortio ha sottolineato che il futuro dell’umanità passa attraverso la famiglia e la difesa del matrimonio è uno dei compiti fondamentali della società e dello Stato. Papa Francesco nell’Amoris laetitia ha richiamato invece che “non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia” (AL 251). La Chiesa, pur rimanendo fedele alla propria concezione del matrimonio, ricorda al contempo l’inalienabile dignità di ogni persona e il dovere di mostrare rispetto e sensibilità, evitando un linguaggio che esprima disprezzo o esclusione.

Con crescente preoccupazione osserviamo un processo in cui interpretazioni estensive della legge possono portare a un indebolimento della concezione costituzionale del matrimonio. Questioni così fondamentali non dovrebbero essere risolte attraverso interpretazioni che sollevano seri dubbi sociali e costituzionali, specialmente quando riguardano una realtà così profondamente radicata nell’ordinamento giuridico polacco, nella tradizione culturale e nella concezione cristiana del matrimonio e della famiglia, che per secoli hanno contribuito a plasmare il pensiero europeo sull’essere umano.

Difendendo il matrimonio inteso come unione tra una donna e un uomo, non vogliamo schierarci contro nessuno né privare nessuno della propria dignità. Desideriamo invece restare fedeli alla visione dell’essere umano e della famiglia che da secoli costituisce il fondamento del pensiero cristiano sull’amore, la genitorialità e la responsabilità sociale. Ogni persona, indipendentemente dalla propria storia, sensibilità o esperienza, merita rispetto, tutela della dignità e un linguaggio privo di disprezzo. Il rispetto per ogni persona non significa però rinunciare alla verità sul matrimonio che la Chiesa proclama sin dagli inizi.

Pertanto, facciamo appello a tutte le persone di buona volontà affinché si assumano la responsabilità nei confronti della legge, del futuro della famiglia polacca e della salvaguardia dei fondamenti costituzionali e morali della Repubblica di Polonia. Il matrimonio tra una donna e un uomo riveste un’eccezionale importanza sociale, antropologica e spirituale; pertanto, il dibattito sul suo ruolo nell'ordinamento giuridico e sociale dovrebbe essere condotto con responsabilità, serenità e autentica attenzione al bene comune.

 

 Mons. Wiesław Śmigiel
Presidente del Consiglio per la Famiglia della Conferenza Episcopale Polacca

 

Varsavia, 22 maggio 2026

 

Tradotto da Marina Olmo

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