La maternità surrogata è un atto intrinsecamente illecito e non è conciliabile con la fede e la morale cristiana – sottolineano i membri del Gruppo di Esperti di Bioetica della Conferenza Episcopale Polacca nella Posizione circa la maternità surrogata.
https://episkopat.pl/doc/251925.Stanowisko-Zespolu-Ekspertow-KEP-ds-Bioetycznych-w-sprawie
https://episkopat.pl/doc/252903.Position-of-the-Team-of-Experts-for-Bioethics-of-the-Polish
https://episkopat.pl/doc/252029.Stellungnahme-des-Bioethik-Expertenrates-der-Polnischen
Pubblichiamo il testo intero della Posizione:
Posizione del Gruppo di Esperti di Bioetica della Conferenza Episcopale Polacca
circa la maternità surrogata
Poiché in Polonia si moltiplicano le offerte che garantiscono di avere un bambino sano tramite la maternità surrogata, il Gruppo di Esperti di Bioetica della Conferenza Episcopale Polacca (KEP) desidera richiamare brevemente le implicazioni dell’insegnamento della Chiesa riguardo alle tecniche di procreazione artificiale e al loro impiego in relazione alla maternità surrogata:
1. La maternità surrogata è realizzabile esclusivamente tramite fecondazione artificiale, solitamente extracorporea, effettuata in vitro, il che significa che comporta tutte le conseguenze – genetiche, dello sviluppo e psicologiche – derivanti dall’uso delle tecniche di procreazione artificiale. Gli Esperti di Bioetica hanno ripetutamente sottolineato le gravi conseguenze – sia per la salute dei bambini stessi sia per la salute della società – derivanti dall’uso della fecondazione in vitro nella medicina della riproduzione umana.
2. Le garanzie di una prole sana incluse nelle offerte portano inevitabilmente alla conclusione che i bambini concepiti, in caso di individuazione di malattie genetiche o dello sviluppo, saranno soppressi mediante aborto eugenetico. Gli Esperti di Bioetica ricordano che l’uccisione di un bambino non ancora nato è sempre un atto estremamente malvagio e, talvolta, alla luce della legislazione vigente in Polonia, costituisce anche un reato.
3. Il fatto che il processo di maternità surrogata avvenga al di fuori dei confini della Polonia non lo rende legale. Al contrario, tale pratica assume le caratteristiche della tratta internazionale di esseri umani, il che non può essere giustificato né dal desiderio di avere figli né dal consenso di quasi tutte le parti coinvolte nel processo. Il Gruppo sottolinea che l’oggetto della transazione sono i bambini, trattati come merce e non come persone dotate di una dignità inalienabile legata alla loro umanità.
4. Oltre al fenomeno della tratta di esseri umani, è riprovevole anche il trattamento oggettivante riservato alle donne che mettono a disposizione il proprio corpo per la maternità surrogata. Il loro consenso formale, che molto spesso deriva dal desiderio di migliorare la propria situazione economica, non rende accettabile un’azione in cui una persona viene trattata come un oggetto, anche se tale persona lo facesse volontariamente.
Alla luce delle argomentazioni sopra esposte, il Gruppo di Esperti di Bioetica afferma che la maternità surrogata è un’azione intrinsecamente immorale e incompatibile con la fede e la morale cristiana.
Il desiderio di avere figli non può essere interpretato come un diritto ad averli, poiché il bambino, in senso ontologico e quindi in quanto persona umana, non è proprietà dei propri genitori. Il concepimento e la nascita di un bambino non possono essere oggetto di una transazione commerciale né da parte della donna che offre il proprio corpo in affitto ai fini della maternità surrogata, né da parte delle persone che desiderano ottenere una prole in questo modo; né tantomeno la pratica della maternità surrogata può essere tollerata, consentita, accettata e tanto meno promossa dalle istituzioni statali.
In conclusione, il Gruppo di Esperti di Bioetica della Conferenza Episcopale Polacca (KEP) esorta le autorità statali della Repubblica di Polonia ad adottare misure immediate e risolute volte a impedire ai cittadini polacchi di ricorrere alla maternità surrogata e a bloccare l’attività delle aziende che offrono tali procedure sul territorio polacco.
A nome del Gruppo di Esperti di Bioetica della Conferenza Episcopale Polacca
+ Józef Wróbel SCJ
Varsavia, 27.08.2026