Con la preoccupazione che nasce dalla sollecitudine per le giovani generazioni, osserviamo le azioni del Ministero dell’Istruzione Nazionale – scrivono i membri della Presidenza della Conferenza Episcopale Polacca nella dichiarazione “I giovani meritano di più”. I vescovi chiedono il ripristino quanto prima del giusto posto dell’insegnamento della religione nella scuola e accolgono con preoccupazione la decisione del Ministero dell’Istruzione Nazionale di rendere obbligatoria, a partire dal 1° settembre di quest’anno, la materia «Educazione alla salute».
https://episkopat.pl/doc/252910.Position-of-the-Presidium-of-the-Polish-Bishops-Conference-The
https://episkopat.pl/doc/251595.Prezydium-KEP-Z-niepokojem-plynacym-z-troski-o-mlode-pokolenia
Pubblichiamo il testo intero della Dichiarazione:
Dichiarazione della Presidenza della Conferenza Episcopale Polacca
“I giovani meritano di più”
L’educazione delle nuove generazioni non è compito di una sola istituzione. La famiglia, la scuola, le comunità religiose, le organizzazioni sociali e lo Stato contribuiscono a creare lo spazio dello sviluppo in cui il giovane può crescere. È necessaria una collaborazione basata sul rispetto reciproco e sul riconoscimento delle competenze di ciascuno dei partecipanti al processo educativo. Vediamo quanto oggi i bambini e i giovani abbiano bisogno di un sostegno autentico, di punti di riferimento sicuri e di ambienti in cui possano crescere in un clima di sicurezza e dignità. All’inizio del nuovo anno scolastico e di fronte alle gravi sfide che l’educazione deve affrontare, la Presidenza della Conferenza Episcopale Polacca si sente in dovere di prendere la parola nello spirito della cura pastorale per le giovani generazioni della nostra Patria.
1. La Chiesa al servizio dello sviluppo integrale della persona
Da secoli la Chiesa accompagna la persona nel suo cammino verso la maturità, non come istituzione che rivendica il monopolio educativo, ma come comunità che nel Vangelo scopre l’immagine più completa della persona e ne persegue la realizzazione. Intendiamo l’educazione come un premuroso accompagnamento del giovane alla scoperta della verità su sé stesso, su Dio e sul mondo. Non si tratta solo di trasmettere conoscenze o sviluppare competenze. Si tratta della formazione della persona nella sua interezza, affinché possa amare, vivere nella verità e scegliere il bene. Una sfida particolare dei nostri tempi è l’indebolimento dei legami: familiari, di vicinato e tra coetanei. I giovani crescono sempre più spesso in un mondo caratterizzato da un’intensa comunicazione digitale, ma allo stesso tempo sperimentano la solitudine. Hanno bisogno di spazi in cui essere ascoltati, notati e guidati verso la maturità. Di fronte a sfide così gravi, la Chiesa non può rimanere indifferente. Comprendiamo che nessuna istituzione possa sostituire un genitore premuroso o un saggio educatore, ma desideriamo essere di sostegno in questa difficile opera educativa.
2. Le lezioni di religione sono un diritto degli alunni e dei genitori
Desideriamo affermare chiaramente che le lezioni di religione non sono un privilegio della Chiesa. Sono un diritto costituzionale degli alunni e dei genitori, derivante dal principio della libertà di coscienza e di religione e dal diritto dei genitori di educare i figli secondo le proprie convinzioni. Le lezioni di religione contribuiscono a formare la coscienza, insegnano la responsabilità e costruiscono una gerarchia di valori. Non servono esclusivamente alla formazione personale dei credenti. Consentono di conoscere meglio la storia della Polonia e dell’Europa, la letteratura, l’arte, l’etica sociale e molti altri ambiti della cultura. Aiutano inoltre a comprendere meglio se stessi, a trovare il senso della vita e ad approfondire la comprensione della propria fede. Apportano all’educazione scolastica qualcosa di unico: una risposta alle domande più profonde sul senso, sul valore e sullo scopo della vita umana. Per molti studenti, specialmente nei momenti di crisi, sono proprio i contenuti appresi durante le lezioni di religione a rivelarsi un punto di riferimento che impedisce loro di perdersi.
In questo contesto, con preoccupazione derivante dall’attenzione per le giovani generazioni, osserviamo le azioni del Ministero dell’Istruzione Nazionale. L’obbligo di inserire le lezioni di religione prima o dopo le altre attività scolastiche, la riduzione dell’orario didattico a un’ora settimanale, la possibilità di unire le classi e l’esclusione del voto di religione dalla media dei voti portano alla emarginazione delle lezioni di religione nella scuola polacca. Chiediamo pertanto che a queste lezioni venga immediatamente restituito il giusto spazio e che venga avviato un dialogo concreto con i rappresentanti delle comunità religiose.
3. La necessità della formazione assiologica
Sosteniamo con convinzione la proposta di legge popolare volta a garantire a ogni studente attività scolastiche che formino le basi assiologiche della vita nell’ambito delle lezioni di religione o di etica. Il giovane ha bisogno di uno spazio per discutere di responsabilità, dignità della persona, onestà, solidarietà e significato della vita comune. La formazione ai valori non è in contrasto con il pluralismo – al contrario, consente di condurre un dialogo rispettoso e di costruire una comunità nonostante le differenze. Per questi motivi, gli studenti dovrebbero scegliere tra le lezioni di religione e quelle di etica. È una questione di responsabilità nei confronti del futuro delle giovani generazioni.
4. Educazione alla salute nel rispetto della famiglia e dei diritti dei genitori
Fin dai suoi esordi, la Chiesa si è sempre occupata dello sviluppo della persona in ogni sua dimensione; per questo riconosciamo l’importanza dell’educazione alla salute a scuola e ne comprendiamo il significato per la prevenzione delle malattie, la salute mentale e l’adozione di atteggiamenti sociali responsabili. Le nostre preoccupazioni riguardano tuttavia la visione della persona, del matrimonio e della famiglia che emerge dai principi programmatici e dai libri di testo pubblicati. Per questo accogliamo con preoccupazione e apprensione la decisione del Ministero dell’Istruzione Nazionale di rendere obbligatoria la materia “Educazione alla salute” a partire dal 1° settembre di quest’anno. Facciamo notare che il problema non si risolve lasciando facoltativo il modulo relativo alla sessualità. L’educazione in un ambito così delicato della vita umana deve rispettare il diritto dei genitori di decidere in merito alla sua impostazione. Lo Stato dovrebbe sostenere la famiglia nell’educazione, non sostituirsi alle sue funzioni fondamentali. La sessualità dovrebbe essere presentata nella prospettiva delle relazioni coniugali e familiari, poiché in questo contesto essa è al servizio del bene autentico della persona. Preoccupa inoltre la mancanza di una posizione univoca secondo cui il matrimonio è l’unione tra un uomo e una donna. Chiediamo quindi ai genitori di vigilare costantemente sull’educazione dei propri figli in un ambito della vita così importante e al tempo stesso delicato. Sottolineiamo inoltre che, nella definizione degli orientamenti programmatici, è mancato un ampio dialogo con gli ambienti responsabili dell’educazione. Le richieste e le istanze della Chiesa cattolica romana non sono state prese in considerazione. Riteniamo che un ambito così importante dell’educazione richieda un ampio consenso sociale, trasparenza nei programmi scolastici e un coinvolgimento concreto dei genitori e delle comunità educative. Facciamo appello affinché si svolgano consultazioni approfondite con i genitori, le comunità educative e le comunità religiose e che si elaborino congiuntamente contenuti didattici che rispettino la visione del mondo di tutti i genitori, dei bambini e dei giovani.
5. Gratitudine nei confronti di genitori, insegnanti e educatori
Desideriamo rivolgere parole di particolare gratitudine e di caloroso incoraggiamento a tutti i genitori, insegnanti e educatori che ogni giorno si impegnano nell’opera di educazione basata sui valori. Il vostro impegno è di enorme importanza, e ogni ora dedicata a parlare di ciò che conta davvero è un dono inestimabile posto nel cuore di un giovane. Ringraziamo in modo particolare voi, cari insegnanti di religione, per la perseveranza e la dedizione di fronte alle difficoltà che si accumulano. Nulla può sostituire il vostro amore, la vostra presenza e la vostra testimonianza quotidiana. Cari genitori, vi preghiamo di impegnarvi nella vita scolastica, di informarvi sui contenuti didattici, di avvalervi dei vostri diritti costituzionali. La vostra attenzione all’educazione è indispensabile, e la Chiesa è sempre pronta a sostenervi attraverso consulenze, la preparazione di programmi a sostegno delle famiglie, lo sviluppo di assistenza psicologica e la creazione di spazi di dialogo tra scuola, genitori e comunità religiose.
In occasione del nuovo anno scolastico impartiamo la benedizione pastorale a tutti coloro che sono impegnati nell’opera educativa, chiedendo a Dio forza, saggezza e perseveranza in questo ministero bello, responsabile ed esigente. Maria, Madre di tutti gli educatori, Vi circondi della Sua cura materna nel servizio alle nuove generazioni.
+ Tadeusz Wojda SAC
Arcivescovo Metropolita di Danzica
Presidente della Conferenza Episcopale Polacca
+ Józef Kupny
Arcivescovo Metropolita di Breslavia
Vicepresidente della Conferenza Episcopale Polacca
+ Marek Marczak
Segretario Generale della Conferenza Episcopale Polacca
Varsavia, 24 agosto 2026