1. Si avvicina la Festa dell’Indipendenza, che ci fa comprendere quanto sia grande il bene di una Patria libera e indipendente. Con gratitudine e senso di responsabilità ricordiamo tutti coloro che hanno lottato per essa e l’hanno costruita. Purtroppo, assistiamo da anni a profonde divisioni sociali e politiche che si stanno trasformando in odio e aggressività. Questi atteggiamenti costituiscono una totale negazione di ciò a cui, sulla traccia di san Paolo (cfr. Gal 6, 2), ci esortava a Gdynia san Giovanni Paolo II dicendo: “Solidarietà vuol dire: l’uno e l’altro, e se c’è peso, allora questo peso è portato assieme, in comunità. E dunque: mai l’uno contro l’altro. (...) Non ci può essere una lotta più efficace della solidarietà”.
2. “La Repubblica di Polonia – afferma la nostra Costituzione – è un bene comune di tutti i cittadini” (Art. 1). La responsabilità di questo bene ricade innanzitutto sui politici, che sono stati eletti per questo compito e ne saranno chiamati a rispondere davanti a Dio, alla Nazione e alla storia.
3. Papa Leone XIV durante l’ultima udienza generale ha detto ai Polacchi; “esorto a considerare che la pace si costruisce sulla giustizia, sul rispetto della legge, sul dialogo, e non sulla violenza”. Insieme al Santo Padre crediamo nel dialogo e rifiutiamo la violenza e l’odio; crediamo nel disarmo del linguaggio e rifiutiamo l’aggressività. Ricordiamo inoltre le parole di San Giovanni Paolo II, secondo cui “Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo” (Centesimus annus, 46).
4. Nell’interesse del bene della Patria e della pace sociale, esortiamo nuovamente a non far degenerare il conflitto, ad avviare un dialogo costruttivo, a risolvere pacificamente tutte le difficoltà e ad abbandonare i pregiudizi e le azioni coercitive! Tutte le parti in conflitto devono dar prova di prudenza, umiltà e responsabilità. In qualità di vescovi, dichiariamo la nostra disponibilità a fornire ogni tipo di aiuto per avviare e sostenere il processo di mediazione e dialogo alla ricerca di soluzioni alla crisi attuale, nonché per costruire la fiducia e la riconciliazione sociale.
5. In questo spirito ci rivolgiamo a tutti i fedeli in Polonia affinché si impegnino in una preghiera fervente per la pace sociale, la concordia nazionale e la riconciliazione. Preghiamo affinché i governanti e tutti coloro che ricoprono incarichi di responsabilità nella vita pubblica ricevano luce e saggezza, affinché la cura del bene comune della nostra società sia per loro il dovere più importante. Facciamo ciò in questi giorni con le parole delle Suplikacje (Trisagio polacco), dell’inno Boże coś Polskę (Dio, che hai protetto la Polonia) e della preghiera per la Patria di padre Piotr Skarga. Facciamo inoltre, martedì prossimo, 10 novembre, digiuno e penitenza.
Invochiamo l’intercessione della Santissima Vergine Maria, Regina della Polonia, e dei Santi Patroni della nostra Patria, e impartiamo a tutti i nostri connazionali, in patria e all’estero, la benedizione pastorale.
Il Consiglio Permanente dei Vescovi
Varsavia, 4 novembre 2026
Preghiera per la Patria di P. Piotr Skarga
O Dio, Reggitore e Signore delle nazioni,
degnati di non lasciarci sfuggire dalla tua mano e dalla tua correzione,
e, per intercessione della Vergine Santissima, nostra Regina,
benedici la nostra Patria, perché, sempre a te fedele,
renda gloria al tuo nome
e guidi i suoi figli verso la felicità.
Dio onnipotente ed eterno,
infondici un amore ampio e profondo verso i nostri fratelli
e verso la nostra amatissima Madre, la nostra Patria,
affinché, dimenticando i nostri interessi,
possiamo servire con onestà
lei e il Tuo popolo.
Manda lo Spirito Santo sui Tuoi servi,
che governano il nostro Paese,
affinché, secondo la Tua volontà,
guidino con saggezza e giustizia
il popolo a loro affidato.
Per Cristo, nostro Signore. Amen