Il Presidente dell’Episcopato Polaccho ricorda Wojtyła e le caratteristiche della santità personale del Papa

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L’Arcivescovo Stanisław Gądecki, Presidente della Conferenza Episcopale Polacca, in una conversazione con il portavoce della Conferenza Episcopale, don Leszek Gęsiak SJ, ricorda gli incontri con il Card. Karol Wojtyła, il Pontificato di Giovanni Paolo II, e parla della santità personale del Papa polacco.

L’arcivescovo ricorda che si trovava in piazza San Pietro in Vaticano quanto è stato eletto dal Conclave come Papa a un polacco ed è stato fatto il nome di Wojtyla. Si rese conto allora che stava accadendo qualcosa che forse non accadrà mai più, che accade ogni 1000 anni nella storia dei polacchi e del nostro popolo cristiano.

„In quel momento, pensando alla situazione in cui si trova il Papa, riflettevo su come avrebbe potuto far fronte a tutta la macchina vaticana, perché mi sembrava che Wojtyła non avesse una preparazione tale da guidare la Chiesa come tanti cardinali dell’Occidente. Tuttavia, si è dimostrato che il Papa Santo ha fatto un ottimo lavoro dedicandosi al compito principale di Pietro, cioè l’insegnamento, mettendo in secondo piano l’intera amministrazione della Chiesa”, ha detto Mons. Gądecki in un’intervista.

Secondo il Presule, la persona umana è stato un elemento essenziale del programma iniziato con l’elezione di Wojtyla a Sommo Pontefice. Ritiene che ciò che ha innalzato questo pontificato ad un livello altissimo sia stata la consapevolezza che „l’uomo è la via della Chiesa”. 

 E’ stato così dalla prima enciclica del Papa che inizia con le parole „Redemptor hominis” – il Redentore dell’uomo – ha osservato.

Secondo il presidente della KEP, il Santo Padre è stato molto fortunato e accompagnato dallo Spirito Santo nella selezione di cardinali molto vigorosi che hanno condotto direttamente i lavori da lui programmati e moderati.

Secondo l’arcivescovo, dopo l’elezione a Papa, il cardinale Wojtyla è diventato più comprensibile, perché i pensieri che trasmetteva sono diventati più semplici – meno filosofici e più teologici o teologico-morali. 

In quanto studenti a Roma, partecipavamo agli incontri con S. Giovanni Paolo II in occasione del Natale e delle visite di Ad Limina, e siamo rimasti sorpresi che a Roma ne sapesse più di noi sulla Polonia: ha ascoltato, si è piegato, ma ce l’avrebbe fatta, ha ricordato Mons. Gądecki.

A suo avviso, Giovanni Paolo II è andato verso la Chiesa universale con l’esperienza della Chiesa in Polonia, e ciò è particolarmente visibile in confronto a Papa Benedetto o Francesco. Il suo pontificato – seguendo le riflessioni del Rev. Prof. Andrzej Szostek – si compone di otto linee: rispetto per la vita di ogni essere umano dal concepimento alla morte naturale, rispetto per la famiglia, la dottrina sociale, la predicazione del Vangelo al mondo intero, il dialogo religioso e la riconciliazione, ma anche un nuovo volto dell’unità della Chiesa, il rendere Dio ricco di misericordia vicino all’uomo e la santità personale del Papa.

Durante il suo pontificato, Papa Giovanni Paolo II ha trattato particolarmente il tema della misericordia di Dio e ha voluto con determinazione avvicinare il Dio ricco di misericordia alla gente – ha ricordato l’Arcivescovo Gądecki.

 Gądecki ritiene che una particolarità della personalità del Santo Papa fosse l’approccio e la venerazione dell’Eucaristia. Penso che oggi tutta la Chiesa ne abbia bisogno, ha detto il Presidente dell’Episcopato in un’intervista al portavoce della Conferenza Episcopale Polacca.

In un’intervista in memoria del Santo, ha fatto appello all’amore per il Papa che ha vissuto una fede che vede diversamente, una speranza che vede oltre e un’amore che vede più in profondità. Ciò è particolarmente importante in tempi in cui è facile perdere la sensibilità verso la persona che è così sopraffatta dalla realtà materiale da aver perso la propria dignità.

Office for Foreign Communication of the Secretariat of the Polish Bishops’ Conference

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