Rabbino Capo della Polonia su Giovanni Paolo II: Nessuno nella storia ha fatto di più per cancellare la piaga dell’antisemitismo

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Nessun altro Papa ha fatto di più per guarire le dolorose ferite e ha fatto più di chiunque altro nella storia per cancellare efficacemente la piaga dell’antisemitismo – sottolinea il Rabbino Capo della Polonia Michael Schudrich nella sua dichiarazione in occasione del centenario della nascita di Giovanni Paolo II.

Il Rabbino Capo sottolinea che la comunità ebraica della Polonia, insieme agli ebrei di tutto il mondo, ricorda sempre la vita di Papa Giovanni Paolo II. “Nell’anno del centenario della sua nascita ci fermiamo un attimo per riconoscere il profondo impatto che egli ebbe sul mondo intero e per noi in particolare sulla riconciliazione e sul dialogo ebraico-cristiano. Papa Giovanni Paolo II incarnava la qualità essenziale del rispetto reciproco e onorava ogni essere umano come creatura di Dio. Nessun altro Papa ha fatto di più per guarire le ferite dolorose e ha fatto più di chiunque altro nella storia per cancellare efficacemente la piaga dell’antisemitismo” – ha scritto il Rabbino Capo Schudrich.

Egli nota che Papa Giovanni Paolo II ha fatto passi coraggiosi nei contatti con la comunità ebraica. “Riconoscendo la sofferenza degli ebrei durante la sua visita ad Auschwitz, riconoscendo lo Stato di Israele come centrale nella vita e nella fede ebraica e scusandosi per le persecuzioni cristiane contro gli ebrei nel corso della storia, rese testimonianza alla sua ultima aspirazione riguardo ai rapporti ebraico/cristiani: il Papa dichiarò il suo incrollabile desiderio di non limitarsi a riparare la frattura, ma di +approfondire il dialogo nella lealtà e nell’amicizia, nel rispetto delle reciproche convinzioni, prendendo come base fondamentale gli elementi della rivelazione che abbiamo in comune come un grande patrimonio spirituale+” – ha sottolineato.

Il Rabbino Capo ricorda anche il ruolo che Giovanni Paolo II svolse nel sostenere lo sforzo della società polacca per recuperare la libertà e l’indipendenza della patria, nel rispetto reciproco e senza violenza. “La sua memoria e le sue azioni siano per noi e per il mondo intero una benedizione condivisa e un’ispirazione per impegnarci a continuare la sua missione di pace, di rispetto reciproco e di amore fraterno” – ha aggiunto.

Ufficio Stampa della Conferenza Episcopale Polacca

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